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San Martino a Tregnago: fiera e tradizione

La fiera annuale di San Martino a Tregnago ha origini antiche. Agli inizi del XVI secolo si svolgeva davanti alla chiesa dedicata al santo, ora nota come chiesa della Disciplina, ed era sorvegliata da uomini armati ai quali, come compenso, veniva offerto un pasto da parte dei sacerdoti della pieve. 

In passato l’evento era l’occasione per risolvere questioni, trattare affari, vendere e comprare bestiame oltre a poveri oggetti dell’artigianato locale che dovevano servire in casa durante l’imminente stagione fredda. De san Martin l’inverno l’è in camin diceva un proverbio popolare. 

Anche per la fiera, tuttavia, nei secoli ci furono periodi critici soprattutto in concomitanza con il diffondersi di epidemie.

Nell’autunno del 1598, ad esempio, la peste dilagava perciò i Provveditori di Verona inviarono al Vicario di Tregnago una lettera ordinando di vietare lo svolgimento della manifestazione: Vostra Signoria, scrissero, faccia al tempo debito custodire i passi che menano a Tregnago per modo che non possi venir alcuno venga da qual luogo si voglia ne con robbe ne con animali per la dicta sagra, non prohibendo però a quelli del territorio veronese di poter venire senza mercantia et senza animali per devotione alle chiese con le fedi loro legitime et per questo si curi ogni diligenza et ne sia rescritto.

Con il passare del tempo, la fiera fu spostata dall’area della pieve a piazza Massalongo che prima del 1911 si chiamava piazza del Mercato. Aumentò la varietà di merce proposta ma, fino a pochi decenni fa, si mantenne la vendita di bestiame.

La ricorrenza di san Martino in passato non era solo sinonimo di mercato. L’11 novembre era una data importante: si dovevano corrispondere i pagamenti di affitti e livelli annuali. Poteva inoltre essere il momento di fare trasloco per traferirsi presso altri proprietari di terreni. Far san Martin significava mettere insieme le masserizie per portarle in una nuova casa.

In una zona ad economia agricola, il periodo di san Martino era quello che per i contadini segnava la fine della stagione dei raccolti prima della pausa invernale. Si diceva che dopo san Martin sponsa el contadin, ma solo dai lavori in campagna. Si approfittava della pausa dal lavoro nei campi per sbrigare alcune importanti faccende familiari che in altri periodi dell’anno venivano tralasciate, come celebrare i matrimoni, perciò de san Martin se marida la fiòla del contadin

Tradizione e storia, dunque, si mescolano in un avvenimento secolare che mantiene tuttora un fascino particolare e fa dell’11 novembre, ricorrenza di San Martino di Tours, una data che per i Tregnaghesi non passa inosservata.





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