Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da gennaio, 2023

Don Vittorio Costalunga: la sua attività di parroco a Tregnago

     I primi anni del secolo scorso furono per Tregnago un periodo di crescita economica e sociale grazie all’arrivo in paese dello stabilimento dell’Italcementi ma non solo. In questo periodo prestavano la loro opera in paese persone che sarebbero rimaste impresse nella memoria dei Tregnaghesi sia per quanto seppero fare per la collettività, sia per la loro particolare personalità. Tra esse, oltre a don Ferruccio Spada, spicca il parroco e vicario foraneo di allora, don Vittorio Costalunga. Don Vittorio nacque il 10 novembre 1859 a Monteforte d’Alpone. Dopo l’ordinazione sacerdotale, fu vicario parrocchiale a Sanguinetto per undici anni, prima di essere scelto come parroco di Tregnago.   Le fasi della sua nomina a guida della parrocchia sono interessanti da conoscere, se non altro per capire come avveniva la procedura di scelta di un parroco all’inizio del Novecento. Nel 1899 l’allora parroco don Cavallini rassegnò le dimissioni per motivi di salute. Il 6 giugno di ...

In canonica a Tregnago tra Settecento e Ottocento: due inventari

     L'antica canonica è uno degli edifici storici più importanti di Tregnago. Nei secoli è stata la casa del parroco ma anche, temporaneamente, sede dell'abbazia di Calavena e di una scuola per sacerdoti. Da sempre è punto di riferimento per la vita religiosa locale, ma cosa c’era dentro a una casa tanto grande in passato? Cosa vi custodiva il parroco oltre a ciò che poteva servire alla vita quotidiana? Una risposta a queste domande viene data, anche se in modo necessariamente parziale e in un tempo circoscritto, da due inventari di oggetti della Parrocchia redatti uno nel 1750 e l’altro a distanza di circa un secolo, nel 1844. Non sono gli unici reperiti: ne esistono altri della metà del XIX secolo che però non permettono di capire dove fossero custoditi gli oggetti appartenenti alle chiese quindi non è possibile risalire quelli presenti in casa piuttosto che in sacrestia o in chiesa. L’1 giugno 1750 il parroco don Francesco Franco [1]  compilò un  inventario ...

Tregnago nei primi decenni del Novecento: le vie del paese

     Dai documenti comunali è possibile ricostruire, tra l’altro, le caratteristiche di una città attraverso la denominazione delle vie e delle piazze. Per Tregnago, in particolare, l’inizio e i primi decenni del Novecento furono molto importanti da questo punto di vista. In questo periodo, infatti, furono poste le basi, dal punto di vista della toponomastica, di quello che sarebbe stato il paese del futuro. Non mancarono, tuttavia, casi particolari legati al periodo storico-politico in cui si viveva.  Ecco qualche curiosità tratta direttamente dai documenti dell’epoca.  Una deliberazione consigliare del 27 ottobre 1911 cambiò il nome della centrale piazza del Mercato che divenne l’attuale piazza Abramo Massalongo ma questo fu solo l’inizio. Il 28 maggio 1921, infatti, il Consiglio Comunale presieduto dal sindaco Gaetano Battisti, per adeguarsi alle disposizioni del Regio Decreto 21 settembre 1901, N° 445 in materia di anagrafe, deliberò   sulla denominazio...

La famiglia Loëwenthal: un tragico episodio accaduto a Marcemigo alla fine della Seconda Guerra Mondiale

    Robert  Loëwenthal , la moglie Anna Rosenwald e la figlia Brigitte, ebrei originari di Berlino, arrivarono a Roma nel 1933 per sfuggire alle persecuzioni razziali. In Germania il capofamiglia era sospettato di aver stampato manifestini comunisti nella tipografia di cui era titolare.      A Roma i  Loëwenthal  vissero clandestinamente fino al 1938, quando si trasferirono a Verona dove Robert fu assunto presso la Mondadori e ne ottenne la direzione tecnica.      Qui i tre instaurarono buoni rapporti con un gruppo di giovani artisti antifascisti che si riunivano talvolta nello studio dello scultore Berto Zampieri.       Dopo l'8 settembre 1943, però, furono costretti a lasciare la città divenuta poco sicura e Zampieri procurò loro un rifugio a Marcemigo. Robert, però, ben presto lasciò qui la moglie e la figlia e si nascose in contrada Carbonari, sui monti a est di Tregnago.      Le vicende ...

Lettere e cartoline di un prigioniero a un Tregnaghese durante la Prima Guerra Mondiale

     Qualche anno fa, in una soffitta di Tregnago, fu trovata per caso una busta ormai ingiallita che conteneva alcune cartoline, lettere e telegrammi di un ufficiale che prese parte alla Prima Guerra Mondiale, fu catturato nel maggio del 1916 e fu inviato al campo di prigionia di Sigmundsherberg [1] , in Austria. Le cartoline postali portano il timbro del campo e della censura, come le buste delle lettere. Lo scrivente è il vice ispettore forestale - in guerra capitano di fanteria - Guido Canciani, nato a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine intorno al 1887. Sposato con Maria Coceani, nel 1913 subentrò ad Angelo Borghetti quando questi, dopo i lavori di rimboschimento della foresta di Giazza, fu trasferito ad Avellino [2] . Visse in via Rì a Tregnago, dove - sempre nel 1913 - vide la luce suo figlio Paolo. Le missive reperite, 12 cartoline, tre lettere e due telegrammi di Guido e due lettere di suo padre Mario, sono destinate alla medesima persona: Gaetano Battist...

Un dipinto restaurato e mai più tornato a Tregnago

     Secondo quanto scrive Ciro Ferrari ,  nel primo decennio del XVI secolo il comune assegnò un compenso   per andar a tor l’anchona del altar grando de la pieue [1] , opera, che potrebbe essere quella realizzata dal Morone per la chiesa di Sant’Egidio allora di gestione comunale. L’attribuzione però non è chiara: l’autore potrebbe essere Domenico ma anche Francesco Morone. Simeoni nella sua  Guida storico-artistica  la descrive ancora in loco:  L’ancona in legno a tempera  assai guasta è nell’andito di diritta con cornice intagliata della Rinascenza. In alto la Pietà (con i soliti strumenti) ai lati l’Annunciata, nel mezzo il Presepio, a destra S. Gio. Battista; il laterale di sinistra è perduto. È opera fine e delicata di scuola belliniana o secondo altri di Fr. Morone [2] .  Trecca, invece, dice che apparteneva all’antica parrocchiale un « polittico diviso in 6 riparti» dipinto da F. Morone – di cm. 267 per cm. 190  – e ce...

Piazza Bevilacqua a Tregnago

     Giulio Bevilacqua nacque a Isola della Scala (Vr) nel 1881. Laureato in scienze sociali a Lovanio, in Belgio, fu ordinato sacerdote della Congregazione dell'Oratorio a Brescia nel 1908. Durante la Prima Guerra Mondiale fu ufficiale degli alpini. Ritornato a Brescia dopo la prigionia in Boemia, nel 1928, in contrasto con le autorità fasciste, fu costretto a lasciare la città e trovò rifugio a Roma, ospite di don Gianbattista Montini, futuro papa Paolo VI. Di nuovo a Brescia nel 1933, durante la seconda guerra mondiale fu cappellano nella Marina. Nel 1949 assunse la cura di una nuova parrocchia alla periferia di Brescia, dalla quale non volle essere staccato quando, nel febbraio 1965, Paolo VI lo creò cardinale. Morì a Brescia poco dopo, il 6 maggio 1965.    A lui, i l 26 febbraio 1970, il  Consiglio Comunale tregnaghese dedicò  la traversa nord sud che entra nel complesso “La Famiglia”, quella che oggi conosci...