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Una piazza di Tregnago: piazza Massalongo

     Nel 1900, Luigi Venturini – nel suo Saggio di guida dei Lessini – descriveva l’attuale piazza Massalongo con queste parole: oltre le minori, una bella piazza quadrata s’apre nel centro del paese, e vi prospettano i palazzi degli uffici dello Stato e del Comune[i].

Più preciso fu lo storico Carlo Cipolla che in un articolo del 1913 affermava: La piazza Abramo Massalongo fino a circa mezzo secolo addietro formava l’orto della famiglia Pellegrini successa alla famiglia Butturini. Allora quest’orto passò di proprietà del Comune, mentre il palazzo annessovi diventò sede degli offici della Pretura. Adesso buona parte del palazzo divenne sede del Comune, che restaurò le stanze adibite. In tale occasione vennero messi in vista e puliti i paesaggi che un bravo pittore eseguì a decorazione della sala principale. Vi si riconobbe anche la firma “Andrea Porta 1760-9bre”. Il Porta è un artista ben noto nella storia pittorica locale. Visse dal 1740 al 1805 e molto lavorò sia a Verona, sia nel Trentino. Numerosi suoi affreschi ricordano lo C. Zanandreis[ii].

Un altro studioso che si occupò del nostro territorio dal punto di vista architettonico, Virgilio Vercelloni, nel 1961, soffermandosi sulla struttura urbanistica di Tregnago, affermò che si può meglio comprendere il significato urbanistico di Tregnago pensando l’attuale piazza alberata (ex giardino della ex villa Pellegrini ora Municipio) recinta nei lati est e ovest e sud da muri che delimitavano i due tronchi delle strade principali[iii]. Le informazioni che acquisiamo da Cipolla e da Vercelloni, in realtà, non sono del tutto corrette, almeno stando a quanto si legge nella documentazione dell’Archivio Comunale di Tregnago. 

Tra il 1854 e il 1855, durante e dopo le trattative per l’acquisto di villa Pellegrini, la Deputazione Comunale di Tregnago[iv] decise che oltre all’edificio e al brolo antistante, si sarebbero potute acquistare dai vari proprietari alcune porzioni del terreno circostante per costruire una piazza in modo da potervi ripristinare il mercato. Furono così avviate le procedure di compravendita di cui siamo a conoscenza tramite l’esame della documentazione archivistica. 

Il 19 marzo 1854 i rappresentanti della Deputazione scrissero al commissariato distrettuale di Tregnago che il paese approvava il progetto contenuto nel rapporto del 20 febbraio 1854 in cui si annunciava la decisione di acquistare villa Pellegrini e il terreno necessario per costruire una piazza in cui ripristinare il mercato. I terreni furono acquisiti tra il 1855 e il 1856[v].

La piazza – dapprima definita del Mercato e del Municipio e in seguito, con una deliberazione consiliare del 27 ottobre 1911, intitolata ad Abramo Massalongo – non era quindi in origine l’orto della villa Butturini poi di proprietà di Pietro Pellegrini o, almeno, non lo era interamente. 

Dopo la sua costruzione, piazza Massalongo non subì grosse trasformazioni fino al 1930 quando il commissario prefettizio Carlo Trenner, temporaneamente alla guida del Comune, deliberò la sistemazione della piazza del Municipio in giardino pubblico

La necessità di avere una piazza ordinata era dovuta, oltre alla presenza degli uffici comunali e mandamentali, anche di quella dell’ospedale quasi completato. Si legge infatti nel testo della deliberazione che il commissario prefettizio, ritenuta la opportunità per il decoro del paese e la necessità in linea di igiene, della trasformazione della piazza del Municipio, vivamente reclamata dalla popolazione, in giardino pubblico; […] tenuto conto che il munifico cittadino cavalier Fermo Sisto Zerbato fornisce gratis i paletti di difesa del giardino risparmiandosi un’altra spesa di lire 1.324,80; visto inoltre che il cemento necessario viene ceduto dallo Stabilimento di Cementi di Tregnago gratuitamente a risparmio pure della spesa di circa lire 850 […]; visto infine che resta a carico del Comune solamente la spesa per l’acquisto delle piante, delle mercedi per i lavori di preparazione del terreno, lavori di opera e inerenti piccoli lavori di manufatti per abbellimento cioè in complessive lire 4.426. Tutto ciò considerato, delibera di trasformare la piazza del Municipio in pubblico giardino[vi].

Alla realizzazione della nuova piazza collaborarono, quindi, Fermo Sisto Zerbato e il locale cementificio che offrirono gratuitamente alcuni materiali. Venne inoltre utilizzata la terra in esubero del giardino dell’ospedale in fase di costruzione ma la spesa finale fu ugualmente più del doppio di quella prevista di 4.500 lire[vii].

Qualche decennio dopo, nel 1966, si resero necessarie altre opere di sistemazione e, l’11 giugno 1966, il Consiglio Comunale affidò l’incarico al sindaco di chiedere i contributi dello Stato per la sistemazione della piazza Abramo Massalongo. La piazza era in estremo disordine, perciò si pensò di dare il via ai lavori e di chiedere i contributi previsti per le zone montane. Il progetto venne redatto dall’ingegner Fulvio Cavaggioni e si decise di seguire lo stesso iter per la sistemazione di un’altra piazza del paese,  piazza Mercato[viii].

Dell’effettivo inizio dei lavori non si hanno notizie ma il 7 agosto 1971 il Consiglio Comunale presieduto dal sindaco Giovanni Carlo Pellegrini Cipolla, in una deliberazione sulla Sistemazione panchine nella piazza A. Massalongo, affermava che la piazza era stata recentemente sistemata, e che si rendeva necessaria la collocazione di alcune panchine[ix].

Sul finire del secolo, infine, la piazza fu di nuovo sistemata con la realizzazione della pavimentazione in pietra tuttora esistente. La parte centrale venne chiusa al traffico e il complesso assunse la forma simile ad un salotto. I giardini, qualche anno fa, furono arricchiti di nuove varietà di piante e la fontana fu ricoperta da un gazebo in ferro battuto.



[i] L. VENTURINI, Saggio di guida dei Lessini, Arpino 1900, p. 10.

[ii] C. CIPOLLA, Ricerche artistiche in Tregnago in «Madonna Verona», VII (1913), pp. 186-187.

[iii] V. VERCELLONI, Tregnago, una borgata del Veronese nella storia dell’architettura, in «Architetti Verona», n. 10 (1961), p. 9.

[iv] Alla metà del XIX secolo il Comune di Tregnago – come tutti quelli del Lombardo-Veneto – era amministrato in un modo molto diverso da quello attuale. La legge, infatti, dotava ciascun Comune di un organismo assembleare deputato all’autogoverno locale, il Convocato dei proprietari fondiari censiti. Il Convocato negli anni ordinari era chiamato ad approvare il conto preventivo e il conto consuntivo del bilancio comunale ma ogni tre anni doveva eleggere la Deputazione Comunale, l’organo di amministrazione locale. Quest’ultima era composta di tre membri, uno dei quali doveva essere uno dei tre maggiori estimati del Comune stesso, gli altri due, invece, potevano essere scelti dall’assemblea fra tutti gli estimati, indipendentemente dall’entità della loro proprietà. La Deputazione aveva l’incarico di amministrare i beni comunali e i bilanci, di nominare i funzionari locali ossia – tra gli altri – il segretario, l’agente, il cursore, la guardia comunale. Sull’amministrazione dei Comuni del Regno Lombardo-Veneto si può vedere: M. MERIGGI, Il Regno Lombardo-Veneto in Storia d’Italia, UTET, Torino 1987, vol. XVIII, pp. 60-62. 

[v] Tutti i documenti di compravendita sono contenuti in Archivio Comunale di Tregnago (ACT), busta Fabbricati comunali – Palazzo Pellegrini.

[vi] ACT, registro Municipio di Tregnago – Registro deliberazioni dal settembre 1929 al dicembre 1933

[vii] Il 26 dicembre 1930 il podestà Riccardo Vinco deliberò la liquidazione lavori di sistemazione della piazza del Municipio a pubblico giardino. I pagamenti da effettuare erano: alla ditta Beccherle Gaetano per lavori vari in cemento lire 5.300, alla ditta Gugliemo Sartorari per piante fornite lire 1.500, alla ditta Grazioli Paolo per fornitura filo di ferro lire 860, al fabbro Dal Forno Alfonso per foratura paletti ecc. lire 200, alla ditta De Micheli per applicazione gioco alla fontanina lire 110, mercedi agli operai sterratori lire 7776,50, per un totale di lire 9746,50. Cfr. ACT, registro Municipio di Tregnago – Registro deliberazioni dal settembre 1929 al dicembre 1933

[viii] Cfr. ACT, registro Deliberazioni Consiglio Comunale 1965 –1973.

[ix] Ibidem.





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