Importante per la nuova chiesa era anche l’organo, strumento musicale che accompagnava le liturgie da secoli. Quello per la nuova chiesa fu commissionato a Domenico Farinati dall’allora parroco novello don Vittorio Costalunga, secondo le indicazioni avute quasi sicuramente dal predecessore don Cavallini che, alla sua partenza da Tregnago, aveva lasciato alla Parrocchia una somma probabilmente da destinare a questo scopo. Farinati era un noto organaro veronese la cui ditta costruì diversi strumenti per le chiese del Veronese. Sue creazioni sono quello della cattedrale, quelli delle chiese di San Fermo, Santi Apostoli, Sant’Anastasia in città e quelli di Caprino, San Giovanni Lupatoto e Fumane in provincia.
L’organo della chiesa tregnaghese è uno dei primi strumenti costruiti dal Farinati, nonché uno dei più interessanti dal punto di vista fonico: 20 registri e, caso unico nella sua produzione, tre registri ad ancia ancora esistenti e, in parte, funzionanti. Questo strumento, come altri fino al 1910 circa, fu costruito con la supervisione dell’organaro inglese G. W. Trice (1847-1918) che aveva aperto un’officina a Genova dove Farinati lavorò come operaio per almeno una quindicina d’anni. Lo strumento presenta modalità costruttive singolari di precisione, solidità, tipo di disposizione, materiali e soprattutto caratteristiche foniche non solo riconducibili al Trice ma addi-rittura al suo maestro il parigino Aristide Cavaillé-Coll (1811-1899), forse il più grande e geniale costruttore di organi della storia[1] . Dal punto di vista estetico, in origine era fornito di una cassa in legno in stile neogotico con tre cuspidi, adorna di fregi, in linea con lo stile della chiesa. Fu collocato in posizione sopraelevata, nell’abside.
L’attuale collocazione alla sinistra del presbiterio, in Cornu Evangelii, avvenne entro la fine del 1921, quando il costruttore fu chiamato a smontarlo e a rimontarlo nella nuova sede salvaguardandone l’integrità e l’efficienza ma apportando, necessariamente, alcuni adattamenti tecnici e meccanici[2]. Vistose furono le modifiche effettuate alla parte esterna dello strumento, soprattutto per quanto riguarda l’insieme delle canne in stagno tigrato. In origine queste ultime erano divise in tre campate a cuspide sormontate da fregi trilobati di stile neogotico. Quando l’organo fu posto nella successiva collocazione, per adattarlo alla struttura del nuovo ambiente, ed in particolare alle volte del soffitto, furono tolti i fregi trilobati e l’insieme delle canne, costituito da tre campate di tredici canne ciascuna, assunse forma concava nella sezione centrale, mantenendo le cuspidi nelle due sezioni laterali. Lo spostamento permise la costruzione delle vetrate absidali che forniscono una maggiore illuminazione del presbiterio.
L’inaugurazione dell’organo, occasione di festa in paese
L’organo originariamente fu installato, come già detto, in posizione sopraelevata, nell’abside, sopra il coro e fu inaugurato con un concerto di Achille Saglia, organista della cattedrale di Verona, il 28 settembre 1902. Per l’occasione era presente anche il cardinale Bartolomeo Bacilieri, in paese per una visita pastorale che si svolse tra il 20 e il 29 di quel mese. Verona Fedele, il 25 settembre, ne pubblicò la cronaca delle prime giornate:
Sabbato 20 corr. Come era stato preannunziato sul Verona Fedele si recava qui a Tregnago l’E.mo Cardinale Bacilieri per la Sacra Visita Pastorale. L’incontro avvenne ad Illasi alle ore 18; tutte le autorità e moltissimi privati intervennero su appositi landeaux; l’ingresso a Tregnago fu solennissimo; archi, addobbi, evviva, orifiammi, popolazione entusiasmata dimostravano l’esultanza comune.
Al mattino del 21 il Vescovo incominciò la commovente cerimonia della Visita e dopo aver comunicato i centoquindici nuovi confratelli della Compagnia del SS.mo e ben altre cinquecento persone si ritirava in Canonica che più tardi riceveva in udienza tutte le spettabili autorità Comunali e Governative del luogo, venute ad ossequiarlo.
Alle funzioni del pomeriggio L’E.mo Vescovo rivolgeva ad uno stipato uditorio la sua calda ed efficace parola.
Stamane incominciava la visita nei Paesi della Vicaria e sabbato p.v. 27 corr. Sarà qui di ritorno per la solenne inaugurazione del nuovo Organo che si farà il giorno seguente.
Sicché domenica 28 corr. Tregnago sarà nuovamente in festa, tanto più che un solerte comitato ha già organizzato grandiosi festeggiamenti col seguente programma:
Ore 9. Benedizione dell’Organo data da S. E. il Card. Bacilieri con Discorso.
Ore 9.30. Messa solenne a 4 voci (Eucaristica del m. Perosi) con assistenza Pontificale.
Ore 15. Tantum Ergo[3] e Benedizione.
Ore 15.30. Collaudo dell’Organo colle seguenti esecuzioni che si daranno da valenti maestri.
1. Marcia Pontificale. Lemmens.
2. Meditazione – Allegretto giocoso della I Suite. Capocci.
3. Pastorale e Mesetta . Mattioli.
4. Laghetto e Finale della Sonata in Do. Saglia.
5. Preludio e Fuga. I. S. Bach.
6. Scherzo in Re. Capocci.
7. Offertorio ( o Filii). A. Guilmant.
8. Cantabile Gran Coro. Capocci.
9. Fantasia trionfale. Th. Dubois.
Ore 17. Concerto musicale della Premiata banda locale diretta dall’esimio m. Battisti col seguente programma:
1. Marcia. Il Telegrafo senza fili. N. N.
2. La serenade Espagnole. Metra.
3. Epilogo del Mefistofele. Boito.
4. Gran Coro nel Tannhauser. Vagner.
5. Marcia Militare. Battisti.
Ore 19. Illuminazione straordinaria del Paese – Fiaccolata alla Veneziana con Musica.
Gran fuochi artificiali dei Fratelli Rossi di Melara, nella Piazza maggiore.
Per tale occasione vi sarà un treno speciale del tram a Vapore col seguente orario.
Partenza da Verona: Ore 13,20 – Arrivo a Tregnago: ore 15.
Partenza da Tregnago: ore 21 – Arrivo a Verona: ore 22.40.
Dunque domenica 28 corr. Tutti a Tregnago e respirando quest’aure balsamiche anche voi griderete: W Tregnago.
Lunedì 29 corr. Ore 8.30 I. Cresima. Ore 11 II. Cresima.
Ore 16. Partenza dell’E.mo Cardinale per Verona[4].
I primi momenti della visita pastorale e l’accoglienza festosa per del cardinale furono documentati anche da un cronista de L’Arena:
Ci scrivono in data 24:
Abbiamo fra noi l’Eminentissimo Cardinale Bacilieri. Arrivato sabato sera fra un popolo letteralmente festante, incontrato a Illasi da 54 carrozze entrò in Tregnago sotto un vero padiglione di verdeggianti archi trionfali, di tutte le forme, di tutte le grandezze, in tutti gli stili, ornati di bandiere o di drapperie, a palloncini, o a lampadine variopinte.
Le case, le balconate, parate a festa. Mille voci plaudenti lungo le vie, tutto quanto di più eletto, è in Tregnago dalle autorità, ai cittadini, ai villeggianti, alle gentili signore e signorine tutti in gran moto.
Il paese pareva risorto…[5].
L’inaugurazione dell’organo fu dunque un evento memorabile per una comunità che non aveva molte occasioni di festa e di aggregazione. Per l’occasione era stato predisposto un manifesto-invito alla cerimonia che riporta, oltre alla data e al nome del vescovo, un sonetto adatto all’occasione di cui non conosciamo l’autore. Il prelato veniva definito Angiol di Verona e il nuovo strumento è Re d’una festa sovra ogni altra bella. Ecco il testo integrale del manifesto adornato da una cornice floreale:
28 settembre 1902
Per la solenne inaugurazione
del nuovo grandioso organo
di Tregnago
benedetto dall’Em. Vescovo di Verona
Card. Bartolomeo Bacilieri
ritornante fra i Tregnaghesi dell’alta vallata
l’ottavo giorno dopo la Visita Pastorale
Sonetto
D’arte patria e di fe’ gloria novella,
Di tutto un popol pio grand’alma e voce,
Gemma del tempio augusto, inno alla Croce,
Sospiro al ciel de la mortal procella,
Re d’una festa sovra ogni altra bella,
Dei nostri petti a Dio nunzio veloce,
A Lui, che è fonte d’ogni gaudio e foce,
Dà preci e osanna ne la tua favella,
Novo organo, che l’Angiol di Verona
Da la sua destra, tra gl’incensi e i fiori,
a noi suoi figli benedetto dona.
Forza divina Tu col Padre eterna
Reggi e consacra l’armonia dei cori,
Palpito e volo a l’armonia superna.
La cerimonia di inaugurazione venne descritta con enfasi dal cronista di Verona Fedele qualche giorno dopo. Il cronista racconta ciò che ha potuto vedere di persona: Dico subito anzitutto: la festa fu degna della grossa borgata, vibrante di tanto entusiasmo di fede e operosità cristiana, dell’E.mo nostro Vescovo che benignamente annuì condecorarla della sua augusta presenza e della nuova opera cristiana che della festa era il movente principale.
Con una sola frase comprensiva si potrebbe così compendiare la relazione: migliore attuazione del programma di festeggiamenti, annunciato sul nostro giornale e da appositi avvisi sui muri, non poteva essere data.
Tuttavia è pure richiesto dalla solennità e novità della cosa il riferire un po’ meno telegraficamente su qualche particolare più degno di menzione.
Non mi dilungherò a dire delle novelle festive accoglienze a Sua Eminenza, reduce dalla visita pastorale a Giazza, la sera di sabato; della vivissima aspettazione e letizia dei Tregnaghesi, della gran folla che ieri si riversò in Tregnago.
Poco dopo le nove del mattino, l’Em.mo benedisse il nuovo e grandioso organo, fattura del nostro Farinati, situato con la cantoria al di sopra del coro, fornito di una cassa magnifica, svetta con tre cuspidi, adorna di bellissimi fregi, armonizzante con lo stile del bel tempio, eseguita dal nostro Vesentini su disegno dell’esimio Ing. Co: cav. Nob. Giovanni Franchini-Stappo. Dopo la benedizione S. Em.za rivolse al popolo accalcato un breve e magistrale discorso sulla sacra missione dell’organo, costituito dalla benedizione istromento per il culto divino, e quindi per frutti di pietà e condotta cristiana. Il suo scopo non è appagare profani orecchi di melodie e armonie sconvenienti alla dignità austera del tempio divino, ma suscitare nei cuori cristiani sospiri di pentimento e preghiera, palpiti di amore e ossequio filiale a dio, al quale tutte le parti del tempio sono ordinate e dedicate. Quando l’organo è toccato dalla mano di un credente, sono questi i soli effetti che esso deve produrre: eccitare gli animi ad adorare, pregare ed amare Iddio.
All’opera eletta del severo e splendido campanile eretto non molti anni fa, s’associa ora questa seconda opera , dello splendido e liturgico organo: e tutte e due costituiscono come il vanto insigne così l’eccitamento più vivo per i Tregnaghesi a rendere il proprio cuore sempre più degno del Signore, immacolato come lo supplicava tra il suono dell'organo a Dio la Vergine Martire, protettrice della Musica Sacra, Santa Cecilia: Cantantibus organis Cecilia decantabat Domino dicens: … fiat cor meum immaculatum ut non confundar.
Il discorso di Sua Em.za, seguito tosto dal suono irrompente e trionfale dell’organo e da Lui recitato, vestito del sacro Piviale e con la Mitra in capo, dinanzi a popolo numerosissimo, fece la più viva e, speriamo, la più fruttuosa impressione.
Alla Messa solenne, celebrata da Mons. Moratti, con assistenza Pontificale, la musica, cioè la bella Missa eucaristica del Perosi, fu bene eseguita dai cantori del luogo, egregiamente diretti e, prima pazientemente istruiti dal giovane e bravo M.o Battisti di Tregnago, il quale non risparmiò fatica per ottenere una fedelissima e ben affiatata esecuzione, e può sudare ben lieto d’aver raggiunto l’ideale prefissosi. Gli stessi cantori del luogo eseguirono nel pomeriggio il Tantum ergo pur di Perosi. Al banchetto intervennero tutte le autorità.
Protagonista della festa musicale, in unione al costruttore, fu l’egregio organista della nostra Cattedrale M.o Achille Saglia, il quale accompagnò la Messa al mattino, e al pomeriggio tenne il concerto inaugurale, svolgendo da maestro il già annunciato classico e brillante programma, e facendo rilevare tutte le eccellenti qualità foniche di forza, pastosità e dolcezza dello strumento.
Alla sera concerto ed ottima esecuzione della banda locale, della quale pure è istruttore e Direttore il M.o Battisti; illuminazione, fiaccolata e fuochi artificiali. Ma degli spettacoli ottici il rappresentante del V. F. nulla può riferire de visu, perché partito prima.
Debbo aggiungere, a completare la relazione, che in questa circostanza furono costrutti ex novo, dal Vesentini, anche il coro e la cantoria, sempre su disegno dell’Ing. Co. Franchini, che con assoluto disinteresse oggi ha aggiunto queste nuove glorie alle altre due preesistenti, nella stessa chiesa, del pulpito e dell’altare della Madonna. Anche e soprattutto di lui era ben giusto e doveroso il fare menzione speciale, tra il ricordo di quelli che più benemeritarono dell’augusto decoro del tempio parrocchiale di Tregnago. E così pure è doveroso e sacro il ricordo del compianto Mons. Cavallini, già Arc. di Tregnago, che aveva raccolta e stanziata una bella somma per il nuovo organo. Dell’Arciprete attuale, del suo ardore per l’onor della Casa di Dio e per il bene del suo popolo, del modo col quale egli è corrisposto dai suoi buoni parrocchiani, ecc. ecc., il relatore non dice: praedicabit posteritas”[6]. Z.
[1] Cfr. Archivio Parrocchiale di Tregnago (APT), busta Restauro Organo 1990-1991: D. BONATO, Progetto e preventivo (03–07–89).
[2] Cfr. D. BONATO, Breve storia e note sul restauro in Concerto d’organo in occasione del restauro, Tregnago 1991.
[3] Il Tantum ergo è un inno eucaristico che veniva cantato in latino durante la funzione della domenica pomeriggio, prima della benedizione con l’Eucaristia.
[4] L’articolo, pubblicato da Verona Fedele il 25 settembre 1902, porta il titolo: S. Em. a Tregnago e le feste per l’organo e porta la data: Tregnago 22 sett. 902 (ritardata); non compare, però, il nome dell’autore.
[5] L’articolo, pubblicato da L’Arena il 25-26 settembre 1902, è intitolato: L’arrivo e la permanenza dell’E. Cardinale [Bacilieri].
[6] L’articolo fu pubblicato da Verona Fedele il 29 settembre 1902 con il titolo: La festa inaugurale dell’organo a Tregnago. Anche in questo caso non compare il nome dell’autore, alla fine, però, una Z potrebbe costituirne l’iniziale.
