Una curiosa leggenda popolare narra come nacque Centro. Roberto Piazzola la raccontò così qualche decennio fa: quando questa zona non era ancora abitata, il Signore e san Pietro passarono per fissare i posti in cui sarebbero sorti i futuri paesi. San Pietro aveva una sporta piena di ciottoli del Progno con sopra scritti vari nomi. Partendo dalla pianura, salirono sui monti, lasciando cadere per strada i nomi di Vago, San Pietro, Mezzane ecc., e quando arrivarono sul monte, dalla sporta, che aveva un buco, uscì un sasso con il nome di Centro, senza che egli se ne accorgesse. Infatti, non avevano trovato un posto adatto per un nuovo paese. Il ciottolo rotolò dal monte e si fermò sul posto dove ora sorge la chiesa.
Alla sera si accorsero che il sasso con il nome di Centro non c’era più, era stato smarrito ed erano convinti che fosse andato a finire in qualche posto nascosto, magari in un vaio. Passarono poi i costruttori per erigere i paesi e quando arrivarono qui trovarono il ciottolo caduto all’insaputa di tutti e costruirono un piccolo villaggio.
Così nacque Centro, quasi per caso, non voluto e nemmeno programmato[i].
La chiesa del posto è intitolata ai Santi Ermagora e Fortunato, due protomartiri di Aquileia e sembra essere di origine medievale, ma è certamente attestata dal XV secolo. Di stile romanico, subì diverse modifiche soprattutto nel XVIII secolo e nel XIX quando fu costruito l’attuale campanile. In essa si raccoglievano per pregare gli abitanti delle molte contrade che costituivano il paese. Fino a qualche decennio fa era retta da un parroco e nei secoli è stata raggiunta da molti vescovi in visita pastorale. Da Matteo Canata, delegato del vescovo Ermolao Barbaro, che nel 1460 criticò il sacerdote che la gestiva per come conservava l’Eucarestia in un vaso di legno[ii], a Girolamo Cardinale che nel 1944 inaugurò l’altare di San Giovanni Bosco per adempiere un voto fatto dalla popolazione durante la Seconda Guerra Mondiale[iii].
