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Rancani

Le origini della chiesa dei Rancani, piccola località poco distante da Finetti, sono collegabili alla colonizzazione delle terre in precedenza comunali dei monti Belloca e Precastio. 

Il 26 settembre 1771 – accogliendo la supplica degli abitanti delle località Rancani, Macadanzi e Costa Longa – il doge veneziano Alvise Mocenigo diede loro il permesso di erigere, previa concessione di licenza ecclesiastica, un oratorio pubblico dove celebrare gli uffici religiosi nei giorni festivi, data la distanza di quattro miglia dalla chiesa parrocchiale e vista la situazione disastrosa della strada scoscesa che collegava quel territorio al paese. 

Francesco Macadanza, Giò Batta Costalunga e Jacobo Viviani – in rappresentanza della comunità locale – chiesero il consenso per la costruzione dell’oratorio al vescovo di Verona Nicolò Antonio Giustiniani, che il 2 novembre inviò in sopralluogo un suo rappresentante. La relazione di quest’ultimo ci consente di conoscere alcuni particolari: gli uomini delle Contrade di Rancani, Tramegna e Simoneti per distanza di miglia 4 e pertiche 7 dalla loro parrocchia di Tregnago, di strade difficili e montuose massime nel tempo della Neve et Ghiacci a causa de’ quali è quasi impossibile di portarsi alla Parrocchia chiedono di erigere un pubblico oratorio sotto il titolo di Sant’Antonio di Padova nel tenere delle contrade medesime.

Il sito risultò essere adatto, la porta principale sarebbe stata collocata sulla strada pubblica; la chiesa sarebbe stata vicina alle case, ma separata, ed avrebbe avuto una porta verso mezzodì per gli uomini. Le famiglie Costalunga e Maccadanza provvidero alla dotazione del necessario per le celebrazioni liturgiche e di un capitale di cento ducati atto a consentire un’entrata annua di sei ducati. Don Francesco Maria Franco, parroco di Tregnago, pose la prima pietra benedicendo la chiesa e il cimitero che si provvide, in seguito, a circondare di un muro come difesa dagli animali e dalla profanazione. 

Il 17 novembre 1771 arrivò l’approvazione vescovile e il 26 marzo 1792 Francesco Brunelli chiese di erigere la Via Crucis. Il 3 settembre 1812, quando il vescovo di Verona Innocenzo Liruti si recò in visita pastorale a Tregnago, apprese che l’oratorio dei Rancani, dedicato alla Maternità della Beata Maria Vergine, era dotato di un altare di pietra a lei intitolato[1].



[1] Le notizie sono tratte da: M. PASA, Per una storia della Calavena.







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