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Santa Maria Assunta di Tregnago parte 3 - La pieve di Santa Maria di Tregnago verso la fine del XIX secolo

Il 1878 fu un anno cruciale per le sorti della chiesa di Santa Maria. Quell’autunno fu particolarmente umido; pioveva da una cinquantina di giorni quando, la sera del 28 novembre, l’antica torre campanaria della pieve, piuttosto malconcia e bisognosa di interventi da anni, crollò su se stessa. Il campanile – dalla forma di grosso torrione, sul quale alla sommità si aprivano quattro grandi bifore, una per facciata, sostenute ciascuna da una rozza colonna mediana[1] –  si trovava a nord ovest della chiesa, a ridosso di essa, verso la strada. Il suo cedimento provocò danni seri anche all’edificio di culto tanto che il giorno seguente il sindaco ne ordinò la chiusura fino all’accertamento dell’entità dei danni da parte di una apposita commissione. Non c’erano state vittime ma, cadendo, la torre aveva sfondato una parte del muro della facciata, aveva rovinato parzialmente il protiro sopra alla porta e aveva danneggiato la navata sinistra e il tetto.

Subito parroco e comunità iniziarono a pensare a un restauro che si prospettava piuttosto costoso e complicato. Furono coinvolti il Comune, la Prefettura, il Genio Civile, oltre ad ingegneri e maestranze locali, per la valutazione dei danni e l’avvio di eventuali lavori. 

Dalla documentazione di quel periodo ci è possibile conoscere alcune caratteristiche della pieve antica: fra i muri era lunga 27,25 metri e larga 18 metri e mezzo. L’interno era diviso in tre navate da due file di pilastri sormontati da volti, i quattro più vicini al muro di facciata, a pieno centro, avevano un’ampiezza di 3,10 metri e quello presso l’altare maggiore, a sesto ribassato, era ampio 7,60 metri. Il tetto era a capanna, sorretto nella campata centrale da incavallature in legno di larice; nelle navate laterali era invece sostenuto da puntoni inclinati.

I muri perimetrali erano spessi 63 centimetri e quelli interni 85 centimetri. Il campanile si innalzava davanti alla facciata della chiesa, appoggiato in parte alla facciata della stessa. Aveva pianta quadrata con lato di 6,75 metri ed era alto 26 metri circa. Era caduto per cedimento della struttura alla base.

Anche oggi, a ricordo dell’episodio, sul muro esterno della navata di sinistra possiamo leggere una lapide: Qui si ergeva l’antica torre parrocchiale otto volte secolare che logora dal tempo la sera del XXVII novembre MDCCCLXXVIII rovinò dalle fondamenta. A Maria SS. Assunta patrona di questa parrocchia sia perpetua riconoscenza perché restò intatta la chiesa intatte le campane e salva ogni vita umana[2].




[1] C. CIPOLLA, La chiesa di Tregnago presso Verona, p. 79. 

[2] La lapide indica come giorno della caduta del campanile il 27 novembre, mentre la documentazione archivistica ci tramanda come data il 28 novembre.




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